Come ben avete letto dal titolo oggi vi parlerò del patrono della mia città, San Dionigi. Si narra che San Dionigi di Parigi (Saint Denis in francese) fu il primo vescovo della capitale della Francia. La Chiesa cattolica lo venera come santo, martire e patrono di Parigi e della Seine-Saint-Denis. Morì martire verso il 250 o il 270 e sul luogo dove fu sepolto furono erette la basilica e poi l’Abbazia di Saint Denis.Questo è tutto ciò che si sa di lui prima del IX secolo.
La leggenda tramandata dall’abbazia parla anche dei suoi compagni Eleuterio, il prete, e Rustico, il diacono, e del fatto che egli stesso avrebbe portato la propria testa, dopo la decapitazione avvenuta nell’Île de la Cité, da Montmartre (che vuol dire appunto “Monte del martirio”) a Saint Denis, per una via che fu poi detta Rue des Martyrs, consegnandola infine ad una nobile romana, Catulla, la cui famiglia possedeva quel territorio. Il nome di Saint Denis compare verso il 520 nella “Vie de Sainte Geneviève“, che testimonia la devozione della santa verso il vescovo martire. Geneviève ottenne dal clero parigino che fosse eretta una chiesa sulla sua tomba al “vicus Catulliacus”, otto km a nord della Senna, nel luogo dell’attuale basilica di Saint Denis, in rue Catullienne. Per onorare quello che ella considerava il suo padre spirituale, Geneviève si recava anche, spesso, in una chiesa della città ugualmente dedicata al vescovo Dionigi.
Mezzo secolo più tardi, il martirologio geronimiano menziona la deposizione di san Dionigi e dei suoi compagni al 9 ottobre e attesta la diffusione del suo culto fino a Bordeaux. Negli stessi anni, lo storico Gregorio di Tours racconta che verso il 250 il papa di Roma aveva inviato Dionigi in Gallia con altri 6 vescovi per portarvi il Vangelo, e che egli si era fermato a Lutezia, dove era stato ben presto messo a morte.Si pensa che abbia subìto il martirio sotto la persecuzione di Decio nel 250 o di Diocleziano nel 258. Nel VII secolo, presso la basilica dove riposava il primo vescovo di Parigi fu fondata l’abbazia, che acquistò grande prestigio grazie alla generosità dei re Franchi, da Dagoberto in poi. Essa contribuì allo splendore del suo santo patrono dotandolo anche di una meravigliosa leggenda. La devozione dei re franchi si esprimeva anche nel grido di guerra e di vittoria «San Dionigi gioia mia».[citazione necessaria] In Italia il santo è patrono della città di Crotone, capoluogo di provincia calabrese dove si svolge una caratteristica festa patronale, dedicata appunto a San Dionigi l’Aeropagita, che pare secondo la storia, sia stato il primo vescovo della città.
Oggi durante la sua festa, che anima tutta la cittadina, si effettua un rito propiziatorio, che serve ad assicurarsi un ricco raccolto, infatti, nella mattinata una lunga processione, segue la statua del santo, che benedice le sementi.





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