E già avete capito bene il peperoncino in realtà è stato scoperto da Cristoforo Colombo.
Infatti, è stato importato proprio da lui dapprima nelle Indie occidentali e poi in Europa, poi in Spagna e poi in tutti gli altri paesi del continente e da qui successivamente in Africa e in Asia attraverso la via portoghese delle spezie, a bordo delle sue caravelle nel lontano 1946 ma è talmente forte il legame con la nostra cucina che la maggior parte della gente pensano che il peperoncino sia una pianta originaria della Calabria. In effetti come ho già detto altre volte, è raro trovare in Calabria un piatto, una specialità gastronomica nella quale non ci sia il peperoncino, fresco, seccato al sole o macinato. Tanto che è impossibile pensare alla tipicità alimentare calabrese senza il peperoncino.
La cucina povera ha subito trovato nel peperoncino un prezioso alleato che oltre ad essere meno costoso delle spezie orientali, si è rivelato subito un ottimo conservante dei cibi e dava sapore e colore ai piatti che non l’avevano conferendo un’insolita ricchezza soprattutto ai piatti poveri della cucina contadina.
Grazie alle sue virtù e alla sua facilità di attecchimento il peperoncino si è diffuso nei paesi del Mediterraneo ed è diventato l’anima della cosiddetta dieta mediterranea. Ed è proprio questa la chiave di lettura per capire il forte connubio fra il peperoncino e la Calabria dove è forte la tradizione contadina con una varietà di piatti poveri fatti di verdure, legumi e olio di oliva.
In tutti i paesi calabresi il peperoncino viene coltivato e ogni casa, trattoria, ristorante ha la caratteristica collana appesa a porte e finestre per far meglio essiccare i frutti e averli sempre a portata di mano. In Calabria però non ci sono ancora vere e proprie culture intensive anche se c’è qualche coltivazione nella piana di S. Marco Argentano, Bisignano, Doria, Corigliano in provincia di Cosenza e inoltre a Crotone e dintorni. Dovunque una produzione artigianale diffusissima ed apprezzata ma che non ha ancora fatto il definitivo salto verso l’industria.
Allora a questo punto non mi resta che ringraziare Cristoforo Colombo visto che penso proprio che ora mai(soprattutto noi Calabresi) non possiamo più fare a meno di questo speciale elemento naturale…Grazie Grazie e ancora grazie Cristoforo Colombo!!!




Ma senti te… che fortuna (nn posso usare altri termini…
)
Allora anche se si è perso qualcosa di buono il nostro Cristoforo l’ha fatto!!!
E l’ha fatto talmente tanto bene che per noi comuni mortali che non siamo calabresi è quasi impossibile mangiare i prodotti più piccanti…rischiamo di implodere!!!!
Bacioni!!!!!!
Sono calabrese, vorrei ricordare che fra i marinai di Cristoforo Colombo nel primo viaggio della scoperta c’erano tre italiani: un genovese, un veneziano e un calabrese…..non so se mi spiego!
Cito la fonte autorevole in caso di dubbi: Piero Angelo CD 14° della serie ‘La grande storia dell’uomo’ attualmente in edicola.